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martedì 19 febbraio 2013

Blomming. Sempre più social.


Buongiorno a tutte e ben svegliate nel meraviglioso mondo del Social!

Come dite? C'eravate già? Beh, sì, lo so. Era solo un modo per iniziare e darmi la carica giusta per condividere con voi un piccolo resoconto della mia giornata di ieri, durante la quale ho assistito ad una delle conferenze all'interno della Social Media Week di Milano, e cioè "Power to Social Media Lovers! Monetizzare con l'E-Commerce, tra Social e Blog".

Da sinistra: A. D'ottavi, F. Ianiro, F. Tombolini, F. Masoero.

Gentilmente invitata da Alberto D'Ottavi e Nicola Junior Vitto, i papà di Blomming (la piattaforma tutta italiana sulla quale noi HI vendiamo le nostre creazioni; io in particolare ci sono da 2 anni), ho potuto ascoltare gli interessanti interventi di quattro relatori: Federica Ianiro di SocialBakers (servizio di statistiche per le pagine di Facebook), Francesca Masoero di Stream! (magazine online), Francesco Tombolini di Jeckerson (importante brand che utilizza Blomming come piattaforma di vendita) e naturalmente lo stesso Alberto D'Ottavi.

Senza andare troppo nei particolari, perché ci sarà certo chi ne avrà scritto più dettagliatamente e meglio di me, si può riassumere per sommi capi che:

La bella giornata di ieri a Milano.
  • l'ecommerce nel nostro Paese è cresciuto in modo esponenziale;
  • l'Italia è al n. 11 della classifica mondiale per numero di utenti di Facebook;
  • oggi Facebook in particolare, ma anche gli altri social, sono sempre più utilizzati da aziende e brand importanti;
  • il mercato è in continua evoluzione ed è sempre più "un dialogo continuo tra brand e consumatore" (cit. Francesco Tombolini);
  • sempre più le piccole realtà, che fino a poco tempo fa non avevano i mezzi per accedere a meccanismi di produzione e distribuzione delle proprie idee/prodotti, attraverso la rete social oggi possono non solo esserci, ma emergere e passare da mercati di nicchia a realtà diffuse internazionalmente;
  • infine i crafters, cioè quelli come noi, che sono un vero esercito, hanno possibilità sempre maggiori di farsi conoscere, conoscersi tra loro e vendere le proprie creazioni attraverso piattaforme di ecommerce sociale come Blomming.

Ed è qui che volevo arrivare.

La novità fresca fresca presentata ieri è che a brevissimo sarà possibile a chiunque si iscriva al sito, di diventare non (o meglio, non solo) venditore o acquirente, ma "promoter". Potrà cioè creare delle collezioni di prodotti non suoi (o non solo suoi) basate sulle proprie preferenze e guadagnare anche lui in percentuale sulla vendita di questi. Insomma, la condivisione o il like su un oggetto che ci piace, quello che normalmente facciamo in continuazione, potrebbe diventare anche un guadagno attraverso questo nuovo meccanismo social che più social non si può. Il tutto è meglio spiegato a questo link.

La cosa, a questo punto della storia di Blomming, è molto interessante perché stiamo parlando di una piattaforma con:
  • più di 42.000 iscritti
  • oltre 17.000 negozi (di cui la metà anche su Facebook)
  • 210.000 prodotti in vendita 
  • più di 30.000 prodotti venduti. 
E questi numeri sono destinati a crescere molto velocemente.

Vi piace la novità? A me moltissimo e mi sono già iscritta!

Fatemi sapere cosa ne pensate!

PS: Finalmente ho avuto anche occasione di incontrare di persona la mia Fashion Blogger preferita: Alessandra Pepe di M.O.M.A. Style Blog, una delle primissime ad accorgersi di Blomming e delle crafters che vi imperversano da oltre due anni, come documenta questo post.

venerdì 11 gennaio 2013

Corriere SDA: disavventure di ordinaria amministrazione.

Foto da web
E-commerce, I love you. 

Ebbene sì, oltre che utilizzare il web per vendere le mie creazioni, credo di essere tra le pioniere degli acquisti online: già alla fine dei '90, infatti, acquistavo su internet un po' di tutto e devo dire che raramente ho preso fregature in tanti anni.

Da quando Amazon è in Italia, cioè 2 anni, ho cominciato ad utilizzarlo molto spesso. Anche questo Natale ho acquistato diverse cose e devo dire che sono un'azienda estremamente efficiente e orientata alla massima soddisfazione del cliente: prezzi ottimi, scelta di articoli, assistenza pre e post vendita e, nientepopodimeno, puoi rendere la merce senza spendere un euro, cosa impossibile in ogni altro sito di acquisti online dove puoi sì restituire la merce, ma devi pagare di tasca tua la spedizione. La quale spesso ha un costo talmente elevato rispetto al valore della merce acquistata, che spesso è un vero deterrente alla restituzione.

Capita che, tra gli acquisti fatti a Natale, un paio di articoli fossero difettosi. Dunque mercoledì 2 gennaio mi collego subito al sito di Amazon per effettuare la mia prima procedura di reso. Tutto funziona a meraviglia, tutto perfetto, mi arriva una email di conferma dell'annullamento e mi viene fatto un rimborso IMMEDIATO del TOTALE speso (quindi anche le spese di spedizione); ricevo anche una email che mi dà istruzioni dettagliate su come rispedire la merce. Fantastici.

Clicco sul link della email di Amazon e mi trovo nella pagina del servizio ritiri SDA. Inserisco il codice richiesto, scelgo la località dove abito, clicco OK e vengo dirottata in una pagina da compilare con i miei dati, in modo che il dipendente SDA possa suonare al mio campanello, raccattare i miei pacchetti e riportarli al mittente.

Ed è qui che avviene l'incredibile.

Avete mai visto una form dove, al posto del campo dove inserire la via scrivendocela, c'è un menù a tendina da cui sceglierla? Beh, SDA ha optato proprio per questa soluzione: un lungo elenco di vie tra cui scegliere quella dove abiti... praticissimo, no? Mi chiedo un abitante di Milano, trovandosi davanti un elenco chilometrico di vie, quali bestemmie possa inventare per manifestare il suo sacrosanto disappunto. E immaginate quante ne avrei dette io (mi son trattenuta) appena ho scoperto che nel mio paese era elencata UNA SOLA via. Ovviamente NON la mia.

Guardate:


Geniale. Che faccio quindi? Provo lo stesso a compilare, inserisco il mio cellulare per essere contattata in caso di bisogno e in uno dei campi denominato NOTE, specifico il mio reale indirizzo. Mi dico che non possono sbagliare, no? Ricevo mail di conferma per il ritiro l'indomani. Il giorno dopo non passa NESSUNO.

Lascio passare il weekend e RIprenoto il ritiro. Stessa sorte. Allora il giorno successivo contatto Amazon via chat. Fantastici: mi consigliano di chiamare SDA e di accordarmi direttamente con loro. Purtroppo SDA bisogna chiamarlo ad un 199 a pagamento, quindi, siccome non voglio trovarmi una mega bolletta perché loro hanno un sito penoso, rifaccio tutta la trafila. Stesso risultato.
Ricontatto Amazon (hanno un servizio clienti veramente super, niente da dire), chiedo di essere chiamata, loro mi chiamano, spiego tutto. Rispondono che hanno sentito SDA e che non dovrebbero esserci problemi. Ieri resto in casa ad aspettare. Alle 17, non vedendo nessuno, controllo sul sito del corriere e leggo: ANNULLATO PER INDIRIZZO ERRATO.

A quel punto, quando già mi sto preparando a chiamare il servizio clienti Amazon per l'ennesima volta, suonano al citofono! E' il corriere i SDA!!! CARRRRAMBAAAAA! E i miei pacchi prendono la via di Piacenza. :)

Che dire? Tutto è bene quel che finisce bene! :) Però spero di non dover restituire più nulla! :D
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